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La fedeltà: prerogativa degli eterosessuali?

E dopo l'articolo qualche “dritta” da mettere in pratica



Essere fedele è un modo consueto di vivere il rapporto di coppia o una condizione impossibile per un essere umano veramente libero?

Queste due possibilità rappresentano le modalità con cui le persone si pongono di fronte al rapporto amoroso. Per quel che riguarda la persona omosessuale, è opinione comune credere che non riesca ad instaurare una relazione stabile e soddisfacente perché sarebbe alla ricerca continua di partner occasionali perlopiù reperiti in luoghi di incontro promiscui. Non possiamo negare l’esistenza di questo fenomeno come d’altro canto dobbiamo affermare l’esistenza di luoghi di incontro sessuale per gli eterosessuali dove il sesso non viene certo vissuto come componente di un’unione sentimentale. Casanova e Don Giovanni, l’uno avventuriero e amante di straordinaria generosità l’altro gretto e crudele aguzzino del cuore femminile, sono due icone del maschio eterosessuale che con la fedeltà hanno avuto, per usare un eufemismo, una certa difficoltà. Fiumi di parole si sono versati sulla questione dell’infedeltà omosessuale e sui numerosi partner che gli omosessuali cambierebbero nel corso della loro esistenza, ma forse non tutti sanno che già sul finir degli anni ’40 Alfred Kinsey con i suoi collaboratori mise in discussione proprio questo stereotipo scoprendo che gli omosessuali maschi durante la loro vita hanno una frequenza di rapporti sessuali inferiore rispetto agli eterosessuali maschi, a cambiare è il numero di partner che per i gay è superiore. È doveroso distinguere tra maschi e femmine: le donne omosessuali vengono prese scarsamente in considerazione nelle statistiche di questo tipo non solo per la loro minor visibilità, ma soprattutto per un diverso approccio alla sessualità, meno relegata all’immediato soddisfacimento genitale e più protesa all’appagamento della sfera affettiva. Fatte le dovute eccezioni, le donne omo ed etero sono più alla ricerca dell’amore in senso più alto mentre i maschi, sia omo che etero, del sesso fine a se stesso. Queste statistiche non possono però condurre alla conclusione riduzionista che vorrebbe considerare l’alto numero di rapporti sinonimo di perversione. Se osserviamo i comportamenti dei gay da un punto di vista olistico e fenomenologico, possiamo renderci conto che la loro promiscuità è spesso finalizzata alla speranza di incontrare partner con i quali stabilire una relazione altrimenti difficile da realizzare, insomma per frequentare persone con gli stessi loro vissuti. L’alto numero di partner è determinato da diversi fattori che entrano in gioco durante le varie tappe dell’esistenza: se all’epoca dell’adolescenza ciò può rappresentare un forte bisogno di ricerca e di conferma, da adulti può indicare una incapacità di essere fedeli per la rabbia repressa che emerge nella relazione con l’altro: lei o lui fungono da catalizzatore delle frustrazioni famigliari e sociali. Si tratta di un grande dolore accumulatosi nel corso della crescita a causa delle difficili, e a volte impossibili, relazioni con la famiglia e con il gruppo sociale, dolore che può incanalarsi da adulti in condotte vendicative. La sofferenza per le ingiustizie subite può trasformarsi in rabbia ed entrare nel rapporto amoroso, ci si vendica così attraverso il partner di quei torti subiti in un’epoca della vita che ci vedeva fragili e indifesi. È senz’altro riduttivo osservare l’infedeltà da un solo punto di vista e puntare il dito come se essa fosse una colpa, spesso l’infedele patisce per il suo stato e per la sofferenza che infligge al partner. Non tutti gli infedeli hanno però alle spalle delle esperienze che li hanno segnati: con loro saremo meno comprensivi anche se può essere utile ed interessante cercare di capire che cosa li spinga a “giocare” con il cuore del partner.   

Convivere con la propria infedeltà o con quella altrui può diventare molto difficile, se da un lato infatti essere infedele può apparire come estrema libertà di interazione con gli altri, dall’altro rappresenta un grosso ostacolo per instaurare delle gratificanti relazioni d’amore creando nell’individuo un vissuto depressivo. Chi non riesce ad essere fedele non dovrebbe instaurare legami, ma poiché solo un rapporto di coppia gli permette di vivere l’infedeltà (tutto ciò è agito senza la consapevolezza dell’individuo), è spinto alla ricerca di un partner che in molti casi tiene unito a sé attraverso dinamiche contraddistinte da una forte ambivalenza: sospetto, eccessiva gelosia e desideri di vendetta. Il risultato è un rapporto in cui una parte, più o meno ampia, viene nutrita da componenti distruttive che possono minare la sopravvivenza delle parti gratificanti della relazione quali la condivisione, la complicità e la stima reciproca. Il nostro infedele re-itera lo stesso schema comportamentale raccogliendo lungo la strada fallimenti e delusioni. Non è facile rompere questo feedback, possiamo però, osservando con attenzione, scoprire che l’infedele è individuabile da comportamenti che mette in atto durante la sua quotidianità; imparando ad osservare come agisce e come si comporta ci mettiamo un po’ al riparo da certe delusioni sentimentali.

 Qualche indizio di base per “fiutare” un possibile tradimento del partner

- Ogni cambiamento repentino delle abitudini ti deve mettere sempre in allarme:

- Se è inverno e lui fa un numero di docce superiore al normale, stai certo che difficilmente è diventato un accanito igienista

- Se improvvisamente è troppo distratto o troppo attento a te (in questo caso perché gli rimorde la coscienza) gatta ci cova

- Se la strada per tornare a casa dal lavoro si allunga troppo e non ci sono lavori in corso, beh allora....

- Capisci, se lo conosci: dopo qualche anno che frequenti qualcuno dovresti possedere un fornito archivio, fatto perlopiù di intuizioni, dei suoi moti interiori che si manifestano con cenni e movimenti impercettibili....sono quelli i messaggi che partono senza che lui se ne accorga e sono quelli che ti parlano di lui e delle marachelle che combina

Quando il tradimento è ormai un dato di fatto

-Fare una scenata può essere utile se il partner ti ha tradito per metterti alla prova, in tal caso il messaggio che gli mandi è: “Non farlo più, lo sai che ti amo”, forse era quello che voleva appurare

-Il tradimento può essere utile come imput per mettere in discussione la relazione: è giunto il momento di mettere le carte in tavola

- Forse ti ha tradito per punirti, in questo caso cercate insieme il casus belli

- Se è portato a tradirti, ma soddisfa la tua componente masochista, bada solo che non esageri

- Se poi lui preferisce rimanere il traditore che è, e a te fa troppo male, lascialo senza pietà: farsi annichilire così indica una scarsa considerazione di sé

Maria Giovanna Farina presidente dell'associazione culturale L'accento di Socrate

(Tutti i diritti riservati©)


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