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Recensione a “La luce sugli oceni” di M.L. Stedman

 

Ho imparato a mie spese che per avere un futuro è necessario rinunciare alla speranza di cambiare il passato."

Sono queste le parole che Tom pronuncia nell'ultima parte di questo splendido romanzo, "La luce sugli oceani" di  M.L. Stedman (Garzanti), un libro indimenticabile, che consiglio vivamente di leggere a chi non lo avesse ancora fatto. Scritto molto bene, con uno stile limpido, scorrevole, come le acque dei due oceani (l'Australe e l'Indiano) che s'incontrano proprio al limitare delle coste dell'isola, Janus Rock, dove molte vicende sono ambientate. Uno stile delicato, come il viso di una bambina contesa, attorno alla quale si dipana tutta la storia. Uno stile avvincente, come le onde fragorose che s'infrangono sulla scogliera ai piedi del faro. Un faro che illumina, che mette in salvo e che, a volte, stravolge la vita di chi su di lui vigila notte e giorno. Questa è la storia di Tom, reduce di guerra, segnato nell'anima fin nel profondo, e di Isabel, la sua adorata Izzy, che accetta di vivere ai confini estremi del mondo con il suo uomo, per amore, solo per amore. Un amore che non può essere allietato dalla presenza di un bambino, un amore incrinato dalla disperazione per i continui aborti, e per la nascita di un bambino morto. E proprio quando Isabel crede che la sua vita declinerà su un terreno arido e solitario, il vagito di una neonata illumina d'improvviso il suo volto spento. La bambina sbuca come dal nulla, adagiata su una barca spinta fin laggiù dal perenne movimento delle onde. Accanto a lei un cadavere. Il padre, presumibilmente. Quella bambina sarà il loro risarcimento. Lucy il nome della vita nuova. Una vita finalmente densa di felicità, amore, tenerezza, vissuta e costruita su una terribile menzogna. Il bene e il male si mescolano irrimediabilmente, così come la luce e l'ombra del faro si avvicendano sulla stessa torre. Amore e colpa, bene e male, maternità negata e maternità rivendicata, vita e morte diventeranno facce della stessa medaglia e il lettore sarà avviluppato da una rete di emozioni fortissime, che non lo abbandoneranno fino alla fine. Quando pian piano la verità tornerà a galla e i protagonisti dovranno affrontare i propri demoni, il romanzo assumerà i toni del giallo; ci farà sospettare, riflettere e sospirare. Un libro che tocca fin nelle pieghe più intime. Da leggere.

Eleonora Castellano, www.eleonoracastellano.com 

socia fondatrice dell'associazione culturale L'accento di Socrate

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