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Rinchiudersi per evadere

 



Vasco lo aveva già capito quando cantava "Tu chiusa dentro una stanza...e tutto il mondo fuori!"

Ma, ancor prima di lui, il geniale regista danese Lars Von Trier che nel suo lungometraggio "The Idiots", in modo crudo e realista, portava in scena un gruppo di individui che per fuggire da una società diventata ormai insopportabile e psicologicamente insostenibile, sceglievano volontariamente di autorinchiudersi in una casa comportandosi come disturbati mentali, "idioti", appunto dando libero sfogo ad ogni forma istintuale. ma ritrovando, così, una dimensione più serena e autentica in cui vivere. Se vogliamo andare ancora più indietro che dire de "I Fisici" di Durrenmatt: tre menti brillanti che preferivano autoilludersi di essere malati e chiudersi in manicomio piuttosto che continuare a sopportare le brutture di una società dove il mostruoso e l'insostenibile era diventato la nuova normalità a cui piegarsi, magari pure con un finto sorriso di assenso.

Oggi sta accadendo un po' lo stesso, in forma forse meno eclatante ma certo non meno preoccupante! A Milano, ad esempio, come in altre metropoli europee sta spopolando la moda delle Escape Rooms: stanze in cui gruppi di individui, amici o sconosciuti, si rinchiudono per circa 1 ora per provare forti emozioni (paura, angoscia, brivido adrenalinico) e risolvere enigmi e misteri. In una stanza si sentiranno come dentro ad una centrale nucleare in procinto di esplodere, in un'altra vivranno 60 minuti di angoscia sotto lo sguardo severo di Monnalisa...per i più "anticonformisti" c'è anche la clinica infetta da virus letali...Ad ognuno la sua "evasione preferita"!



Ma perché evadere? E, soprattutto, da cosa evadere?

La maggior parte degli esseri umani si crea quotidianità impossibili, fatte di stress-nervosismi-ansie-frustrazioni-insoddisfazioni! Giorni tutti uguali in cui si è perennemente impegnati a correre verso il "nulla", senza uno scopo ricco di senso a cui tendere e senza gioia per quello che si fa! La tristezza, la rabbia e l'insoddisfazione vengono passivamente accettate (quando non ricercate) perché ritenute "la normalità". Salvo poi volersi rinchiudere in "stanze di evasione" per fuggire da una quotidianità che non appaga e provare emozioni forti ritenute "non normali". Si cerca la libertà chiudendosi in nuove "gabbie" costruite ad hoc... Mi sfugge il senso logico di questo dualismo che non ha nulla di naturale! In natura nessun animale accetta di vivere in condizioni che mortificano il suo spirito vitale e uccidono la sua energia e il suo sano istinto. Forse la cultura impone ciò?

La cultura deve servire a migliorare l'esistenza dell'essere umano non a renderlo passivo e consenziente, non a mortificare la sua sana energia vitale, non a mortificare gli istinti e le gioia. Forse dovremmo tutti ripensare e rivedere gli stili di vita che abbiamo accettato o costruito ma, più di ogni altra cosa, dovremmo renderci conto che il termine "normalità" non significa nulla al di fuori dall'algebra e dalla statistica. Si può essere realmente liberi (e non per gioco e per 1 ora!) solo se consapevoli di noi stessi, di chi siamo e di quali sono i nostri veri bisogni e desideri. Non vivendo isolati è indispensabile anche avere coscienza e consapevolezza della società, dei suoi meccanismi e degli effetti che essi producono su di noi, sul nostro modo di pensare, agire e vivere. Libertà "da" (libertà "negativa" o dei moderni) e libertà "di" (libertà "positiva" o degli antichi) si alimentano reciprocamente: per avere una mia sfera in cui sono libero DA intromissioni devo essere libero DI partecipare. Partecipare alla vita sociale è il primo passo per non essere succubi di costrizioni e imposizioni vissute come ingiuste e soffocanti! Riflettere di più e correre di meno...farsi più domande e accettare meno risposte pre-confezionate!

A quel punto, probabilmente, non ci sarà più tutto questo ossessivo bisogno di evasione perché la gioia e la libertà faranno parte della quotidianità.

Samanta Airoldi, filosofa e blogger di cultura e societÓ(febbraio 2016 - Tutti i diritti riservati©)


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